25 Febbraio 2026
COLDIRETTI, CRESCE L’ITALIA DELL’OLIO +37% OLEOTURISMO: BENE L’INTERESSE PER L’UMBRIA. Seconda edizione del Rapporto dedicato all’oleoturismo, promosso da Associazione Città dell’Olio, Coldiretti, Unaprol e curato da Roberta Garibaldi

L’oleoturismo in Italia cresce con decisione e si conferma tra i segmenti più dinamici del turismo enogastronomico. Tra il 2021 e il 2024 la partecipazione alle esperienze legate all’olio extravergine di oliva è aumentata del 37,1% e 7 italiani su 10 lo considerano un simbolo del patrimonio culturale e paesaggistico nazionale. Il trend si inserisce nell’espansione globale del turismo del gusto, con interesse oltre il 55% tra tedeschi, francesi, americani inglesi ed austriaci che vorrebbero venire in Italia a fare un viaggio in cui vivere esperienze enogastronomiche nei prossimi anni. È quanto emerge dal Secondo Rapporto sul Turismo dell’Olio promosso da Associazione Nazionale Città dell’Olio, Coldiretti e Unaprol, curato da Roberta Garibaldi, che evidenzia la crescente strutturazione dell’oleoturismo come esperienza culturale, educativa e immersiva. L’interesse cresce sia sul mercato interno - dove il 70% degli italiani vorrebbe fare degustazioni con abbinamenti gastronomici - sia nei principali mercati esteri, in particolare Germania, Francia, Austria, Svizzera e Stati Uniti. Accanto a degustazioni, visite ai frantoi e acquisti in azienda, aumenta la richiesta di esperienze immersive come itinerari tra ulivi secolari, cene in uliveto (scelte dal 71%), percorsi culturali e visite a frantoi storici. Toscana (29%) e Puglia (28%) guidano le preferenze, seguite da Sicilia (20%), Umbria (18%) e Liguria (15%), mentre cresce l’interesse per territori meno noti ma di alta qualità produttiva. “L’oleoturismo rappresenta una straordinaria opportunità di valorizzazione anche per l’Umbria, una regione che custodisce paesaggi olivetati unici e produzioni di grande qualità - sottolinea Mario Rossi, Direttore regionale Coldiretti. Investire in esperienze legate all’olio significa rafforzare il reddito delle aziende agricole, promuovere i territori rurali e trasmettere ai visitatori la nostra identità più autentica. Il turismo dell’olio è pure uno strumento importante per contrastare lo spopolamento delle aree interne e per promuovere un turismo di prossimità, sostenibile e destagionalizzato. La nostra olivicoltura è parte integrante del paesaggio e della storia delle nostre comunità, e l’apertura delle aziende al turismo può contribuire a sostenere al meglio tutta la filiera locale. Grazie alle opportunità consentite dalla multifunzionalità - dagli agriturismi alle fattorie didattiche, fino alla vendita diretta - gli olivicoltori non promuovono solo prodotti agricoli di qualità ma anche vere esperienze in campagna”. “Per l’Umbria l’oleoturismo non è solo una leva economica, ma uno strumento fondamentale per raccontare la cultura dell’olio extravergine e il lavoro dei produttori, contribuendo pure a preservare i territori dall’abbandono - aggiunge Giulio Mannelli, Presidente Aprol Umbria. Aprire frantoi e oliveti ai visitatori consente di creare un legame diretto tra consumatore e produttore, aumentando la consapevolezza e il valore delle nostre eccellenze. Le esperienze in campo, le degustazioni guidate e la scoperta delle cultivar umbre permettono di trasmettere qualità, tracciabilità e sostenibilità, rafforzando la competitività delle nostre aziende e la riconoscibilità dell’olio umbro sui mercati nazionali e internazionali. Tra l’altro proprio la Fondazione Evooschool, costituita da Coldiretti, è impegnata a supportare gli operatori della filiera, con iniziative di formazione mirate alla crescita professionale necessaria per offrire servizi oleoturistici di elevato standing, in grado di soddisfare le crescenti aspettative dei turisti sia italiani che stranieri”.