FAQ – DOMANDE E RISPOSTE PER AZIENDE AGRICOLE

06/04/2020

La legna da ardere già tagliata, in giacenza in magazzino, può essere venduta in questo periodo di emergenza da Covid-19?

Alla luce del DPCM dell’11 marzo 2020, l’impresa che intende vendere legna da ardere, precedentemente prodotta, quindi in giacenza in magazzino, potrà continuare ad esercitare l’attività di vendita al dettaglio presso il proprio punto vendita oppure vendere mediante consegna a domicilio sia ai soggetti titolari di partita IVA che ai soggetti privati non titolari di partita IVA.

 

06/04/2020

Il proprietario di un appezzamento di ulivi distanti da casa, può dedicarsi anche in questo periodo di emergenza sanitaria alla cura di essi per finalità di autoconsumo?

In forza delle vigenti disposizioni restrittive degli spostamenti sul territorio, questi sono consentiti solo per comprovate esigenze di lavoro, necessità/urgenze o motivi di salute (salvo differenti ulteriori restrizioni locali). Dunque nel periodo contingente non sarebbe giustificato uno spostamento sul territorio per dedicarsi a titolo non professionale alla cura del proprio appezzamento di terreno, non potendo invocare la comprovata esigenza lavorativa.

 

06/04/2020

In questo periodo di emergenza sanitaria, le prestazioni lavorative occasionali e a titolo gratuito svolte in ambito agricolo dal parente o dall’affine, entro il sesto grado di parentela o affinità, del Coltivatore diretto o Iap, possono giustificare lo spostamento sul territorio per comprovate esigenze lavorative dovendosi recare sui terreni condotti da quest’ultimo?

Sì, in occasione dell’eventuale controllo da parte delle Forze dell’ordine, sarà cura del soggetto interessato autocertificare tale circostanza, facendo emergere il suo vincolo di parentela/affinità entro il sesto grado col titolare dell’azienda agricola (coltivatore diretto/iap) e il suo spostamento finalizzato ad aiutare quest’ultimo in modo gratuito ed occasionale per lo svolgimento delle operazioni colturali necessarie.

 

02/04/2020

Gli alberghi, gli agriturismi e le altre strutture ricettive devono restare chiusi in questo periodo di emergenza? 

Alla luce del recente chiarimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri pubblicato il 01 aprile 2020 sul proprio sito istituzionale, gli alberghi possono proseguire la propria attività ma esclusivamente per le persone autorizzate a spostarsi secondo le previsioni normative vigenti; le strutture ricettive di varia tipologia come gli agriturismi, possono proseguire la propria attività, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività, esclusivamente nei casi in cui siano ospitate persone impegnate in attività funzionali ad assicurare la continuità dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali.

 

28/03/2020

Per consegnare a domicilio i prodotti agroalimentari venduti a distanza, ci si può recare anche in Comuni diversi da quello di partenza?

Salvo ulteriori nuove restrizioni, alla luce del DPCM del 22 marzo 2020 è consentito lo spostamento “extracomunale” degli imprenditori agricoli se giustificato da comprovate esigenze lavorative. Resta fermo che tale spostamento deve avvenire nel puntuale rispetto delle vigenti norme eccezionali volte al contenimento del contagio da coronavirus, ivi comprese quelle disciplinanti la prova delle esigenze lavorative (autocertificazioni) e delle pertinenti disposizioni igienico-sanitarie, fiscali ecc.

 

28/03/2020

Per la consegna a domicilio dei prodotti agricoli e/o alimentari venduti a distanza, occorre la comunicazione preventiva al Prefetto?

No.

 

28/03/2020

Si possono continuare a vendere al dettaglio vino, birra e/o olio?

Sì, per tali prodotti è consentita l’attività di commercializzazione al dettaglio tramite accesso diretto del cliente nel punto vendita aziendale, nel rispetto di ogni regola di sicurezza riguardante il momento contingente.

 

27/03/2020

A seguito del DPCM del 22 marzo 2020, gli agriturismi devono restare chiusi? 

Non è prevista la sospensione delle attività delle strutture turistico-ricettive di alcun tipo; dunque, anche gli agriturismi possono proseguire regolarmente la propria attività.

 

27/03/2020

La vendita di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti e di altri prodotti simili è consentita? 

Alla luce dell’odierno chiarimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri pubblicato sul proprio sito istituzionale, deve considerarsi ammessa, nel rispetto puntuale delle norme sanitarie in vigore, l’apertura dei punti di vendita di tali prodotti (anche presso i mercati, al pari dei prodotti agroalimentari). Per tali prodotti è dunque ammessa la vendita sia all’ingrosso che al dettaglio.

 

25/03/2020

Quando occorre inviare la comunicazione alla Prefettura alla luce del DPCM del 22 marzo 2020?

La comunicazione al Prefetto deve essere inviata, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera d), del DPCM del 22 marzo 2020, in caso di attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività non sospese indicate nell’allegato 1 del citato Decreto, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali consentiti.

 

25/03/2020

Esiste un modulo di comunicazione da inviare alla Prefettura nei casi indicati dal DPCM del 22 marzo 2020?

 Alcune Prefetture hanno messo a disposizione, tramite pubblicazione sul relativo sito istituzionale, modelli standard di comunicazione (tra cui la Prefettura di Perugia e di Terni). Negli altri casi, gli Uffici Coldiretti possono fornire ai soci interessati un modulo predisposto ad hoc.

 

 25/03/2020

A seguito del DPCM del 22 marzo 2020 l’attività di silvicoltura può essere svolta?

 La selvicoltura (codice ATECO 02) non è ricompresa tra le attività di cui all’allegato 1 del DPCM del 22 marzo 2020. Tuttavia, considerando la legna come combustile per riscaldamento, per le imprese del settore della selvicoltura che forniscono legna da ardere ad imprese (e, quindi, non quelle che vendono legna da ardere a soggetti non titolari di partita IVA, né quelle che forniscono legname per la realizzazione di mobilio) è possibile qualificare tale attività come funzionale all’attività espressamente elencata nel predetto allegato con il codice ATECO 46.71 “Commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi e lubrificanti per autotrazione, di combustibili per riscaldamento”. In tal caso sarà necessaria la previa comunicazione alla Prefettura.

 

 25/03/2020

In questo periodo di emergenza, l’imprenditore del settore florovivaistico a chi può vendere?

Nella vigenza delle norme eccezionali per il contenimento del contagio da coronavirus, agli imprenditori del settore florovivaistico è consentito commercializzare i propri prodotti se destinati ad altri imprenditori (commercio all’ingrosso). Per la vendita al dettaglio, invece, fino al 3 aprile 2020 gli imprenditori del settore florovivaistico possono solo ricorrere a “contratti conclusi a distanza” (cioè conclusi telefonicamente, a mezzo di strumenti telematici, ecc.) e procedere alla consegna a domicilio dei prodotti così compravenduti.