Il via libera del Consiglio dei Ministri al piano straordinario pluriennale di interventi per rendere disponibili alloggi dignitosi per i lavoratori stagionali in agricoltura riprende una precisa proposta avanzata da Coldiretti al Ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone nonché al Commissario straordinario per il superamento degli insediamenti e rappresenta un passo importante nella lotta al caporalato. La norma è contenuta nell’articolo 8 del Dl Pa nell’ambito degli interventi volti al superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori e segue lo sgombero della tendopoli di Gioia Tauro. Ora è fondamentale dare piena e rapida attuazione al piano - riferisce il direttore regionale Coldiretti Mario Rossi - recuperando le case rurali dismesse nonché favorire soluzioni abitative temporanee come le case mobili anche in deroga agli strumenti urbanistici esistenti, senza nuovi appesantimenti burocratici. Garantire alloggi dignitosi significa tutelare i lavoratori, contrastare il caporalato e sostenere concretamente le imprese agricole, soprattutto nei periodi di maggiore fabbisogno di manodopera stagionale. Per questo - aggiunge Rossi - servono procedure semplici, tempi certi e risorse adeguate affinché le aziende possano programmare gli interventi e contribuire a costruire un sistema agricolo sempre più trasparente, legale e sostenibile. Proprio una delle nostre richieste contenute nel documento mobilitativo dello scorso marzo, presentato alla Regione - ricorda Rossi - auspicava un impegno concreto per agevolare la ristrutturazione di vecchi fabbricati e trasformarli in alloggi per i lavoratori, prevedendo inoltre la possibilità di realizzare opere temporanee per consentire l’alloggio dei lavoratori agricoli stagionali. Proposte in tal senso, sono state anche in seguito presentate da Coldiretti pure in sede di modifica di specifiche normative regionali. Coldiretti è stata l’unica organizzazione di rappresentanza a livello nazionale a sostenere con forza l’introduzione della legge contro il caporalato, quando ancora il fenomeno non era al centro dell'attenzione pubblica, considerandola uno strumento indispensabile per tutelare la dignità del lavoro e contrastare le infiltrazioni criminali nelle filiere produttive.